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MASTOPLASTICA ADDITIVA
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Per mastoplastica additiva si intende un intervento al seno con
l'obiettivo di aumentarne il volume. Questo tipo di intervento puo' essere indicato sia
in caso di insoddisfazione soggettiva riguardo al proprio seno, oppure in
seni svuotati dopo gravidanze o allattamenti, in seguito a perdite di
peso oppure in seguito ad asportazione di ghiandola mammaria in caso di
chirurgia oncologica. L'aumento volumetrico del seno si ottiene con
l'inserimento di protesi. Le protesi sono di gel di silicone rivestite
da una fodera. Al di la' di tutto quello che si e' sentito dire negli
ultimi anni a proposito delle protesi in silicone, queste protesi sono
estremamente sicure. Non provocano tumori della mammella, altrimenti non
si utilizzerebbero per la chirurgia ricostruttiva. Oltretutto esistono
molti altri dispositivi che vengono utilizzati in chirurgie di altri tipi
che sono di silicone. Il silicone infatti e' dimostrato essere un
materiale compatibile con il nostro corpo. I controlli radiologici
possono essere effettuati tranquillamente. C'e' da dire pero' che
e' importante farsi fare questi controlli da radiologi esperti in
quanto esistono delle manovre atte a visionare la ghiandola nonostante la
presenza degli impianti. Le vie di accesso per il posizionamento della
protesi sono fondamentalmente tre: quella dal solco sottomammario, quello
per via periareolare e quella ascellare. Il chirurgo scegliera' la
piu' idonea per il paziente. Il posizionamento della protesi invece
puo' essere sottomuscolare o sottoghiandolare. Questo dipende
principalmente da quanto tessuto e' presente per foderare la protesi
una volta inserita. L'intervento viene eseguito in anestesia generale con
un giorno di ricovero.
E' consigliabile non guidare la
macchina per una settimana circa e non portare pesi. Trascorsa la prima
settimana si puo' gradualmente tornare ad una vita regolare. Le
complicanze ci sono per questo intervento come per qualsiasi atto
chirurgico. In particolare all'inserimento di protesi puo' susseguire
una contrattura capsulare. Quando si inserisce un materiale estraneo il
nostro organismo lo ricopre di una capsula. A volte (circa 10% dei casi)
questa capsula e' piu' spessa del normale e provoca quindi un
indurimento del seno. Esistono diversi gradi di contrattura capsulare. I
pazienti che si sottopongono a questo intervento devono imparare ad
eseguire l'autopalpazione in modo da poter percepire immediatamente se
un seno diventa piu' duro dell'altro. In alcuni casi la capsula si
puo' ammorbidire con una manovra eseguita dall'esterno. In altri casi
piu' importanti potra' essere necessario rompere la capsula
chirurgicamente. |
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